San Pietro in Vincoli a Roma

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Quando si parla di San Pietro in Vincoli a Roma, immediatamente vengono in mente due cose: la Facoltà di Ingegneria e l’omonima Basilica adiacente.

 

Storia della Basilica e della facoltà di Ingegneria

In realtà tutto nasce dal convento di San Lorenzo in Panisperna. Il convento era situato presso la chiesa di san Pietro in Vincoli (425-455) che si pensa sia stata voluta da Eudossia, moglie dell’imperatore Valentiniano III, per ospitare le catene che avevano imprigionato il Santo a Gerusalemme. Eudossia regalò le catene a Papa Leone I assieme alle catene che avevano legato San Pietro nel carcere Mamertino. Secondo la leggenda il papa le aveva avvicinate per confrontarle e le catene si erano miracolosamente fuse tra loro.

 

Facoltà di ingegneria a San Pietro in Vincoli

 

La casa dei religiosi (1503), invece, si erigeva intorno ad un chiostro del Rinascimento Romano attribuito a Giuliano Sangallo, adiacente la chiesa. Al centro del chiostro, un pozzo ottagonale. La scuola di Ingegneria fu inserita per la prima volta negli spazi del convento dopo il 1870, cioè dopo il decreto che rendeva obbligatoria l’educazione scolastica e quello che istituiva la Scuola d’applicazione per gli Ingegneri in Roma. San Pietro in Vincoli ancora oggi è sede di molti corsi della Facoltà di Ingegneria e il pozzo ottagonale ne è diventato il simbolo.

 

San Pietro in Vincoli

 

L’incredibile storia del Mosè

La basilica di San Pietro in Vincoli, invece, oltre ad ospitare le catene di San Pietro in un reliquiario sotto l’altare maggiore, è sede della bellissima statua del Mosè di Michelangelo Buonarroti ovvero la tomba di Giulio IIQuesta costò a Michelangelo circa 40 anni di lavoro e richieste continue di denaro per portarla a termine ma non fu mai terminata. Realizzata con i pregiati marmi di Carrara, doveva essere una tomba monumentale con 40 statue e avrebbe dovuto essere collocata nella Basilica di San Pietro in Vaticano ma poi siccome era troppo grande fu collocata in San Pietro in Vincoli. Delle 42 statue del progetto iniziale si arrivò poi a quelle che vediamo oggi con quella di Giulio II al centro sopra il Mosè. Ai lati di quest’ultimo le statue della vita contemplativa e della vita attiva. La statua del Mosè è stata realizzata in due tempi distanti parecchi anni l’uno dall’altro, perché nel frattempo Giulio II gli aveva affidato il compito di affrescare la Cappella Sistina. Michelangelo ha fatto cambiare posizione alla statua quando già in parte era stata scolpita e fu un’impresa difficilissima. Infatti la posizione iniziale era di una statua seduta con le gambe parallele che guardava in avanti. Michelangelo ha spostato indietro una gamba e ha girato la testa utilizzando degli accorgimenti. Ha scolpito dei drappeggi mascherando la differenza tra le due gambe: quella in avanti è molto più grande di quella dietro. Le corna sulla testa del Mosè rappresentano due raggi di luce ovvero l’illuminazione della fede. La famosa martellata contro il ginocchio del Mosè non è mai avvenuta. Ma perché Michelangelo ha voluto cambiare la statua quando era praticamente fatta? Perché probabilmente non gli piaceva più la rigidità del lavoro che aveva impostato trent’anni prima o perché il voltarsi del Mosè verso la luce era importante per lui dal punto di vista religioso.

 

La statua di Mosè del Buonarroti in San Pietro in Vincoli

 

 

Informazioni utili

La basilica e la Facoltà  si trovano in via Eudossiana che puoi raggiungere con la Metro B direzione Laurentina, scendendo alla fermata Cavour o fermata Colosseo.

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